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Per raggiungere i propri obiettivi ogni organizzazione deve sviluppare un valido approccio al proprio capitale intellettuale. Persone, struttura e relazioni devono essere considerate risorse di primaria importanza e in quanto tali individuate, misurate e divenire oggetto di una gestione strategica mirata al loro sviluppo e adeguatezza agli obiettivi di business. Le aziende devono quindi intraprendere un percorso culturale che le porti a sviluppare maggiore consapevolezza dell'importanza del loro Capitale Umano, Strutturale e Relazionale.


Analizzare

Quando si vuole avviare un processo che deve portare ad una più consapevole ed efficae gestione del proprio Capitale Intellettuale il primo passaggio è costituito dall'individuazione dei propri asset intangibili, ossia stabilire “cosa misurare”. Bisogna perciò capire quali siano i meccanismi attraverso i quali l’azienda crea valore. Questi “meccanismi” dipendono da molti aspetti: il settore di appartenenza, il mercato in cui si opera, il modello di business scelto, la cultura organizzativa e le ambizioni strategiche dell’azienda. Le modalità attraverso le quali si crea valore, infatti, sono una caratteristica specifica di ciascuna azienda. Ecco che per un’organizzazione che opera in un settore spiccatamente tecnologico e in un mercato in forte espansione, potrebbe essere opportuno misurare il grado di innovazione e la crescita dei clienti. Se l’azienda opera in un mercato stabile dove il design e la creatività costituiscono fattori critici di successo e non ha mire espansionistiche, potrebbe essere adeguato valutare il grado di fidelizzazione dei clienti, l’immagine esterna e la reputazione. Una volta individuati i meccanismi che producono valore si passa all’identificazione delle grandezze che ne esplicitano l’efficienza e l’efficacia, per giungere alla scelta degli indicatori rappresentativi del patrimonio Intangibile. Un aspetto importante, a questo punto, diviene la numerosità degli indicatori da monitorare; alcune aziende, che si sono cimentare in questo tipo di misurazione, non sono riuscite a scendere in prima battuta sotto il centinaio di indicatori, salvo poi cercare di ridurne il numero a una cinquantina. Un numero molto elevato di indicatori costituisce, infatti, una sorgente informativa di difficile interpretazione per chi deve comprendere e gestire la dimensione “Intangibile”, per sua natura già sufficientemente articolata e complessa. Una volta capito cosa sia necessario misurare, la sfida si focalizza sul “come misurare”.

Misurare

Anche se potrebbe sembrare che esistano numerosi strumenti adatti a fornire indicazioni valide nell’ambito dell’Intangibile, in realtà molte dimensioni strategiche rimangono scoperte. Oggigiorno, infatti, è facile trovare all’interno dell’azienda strumenti per la misurazione della client/customer satisfaction o della people satisfaction, che spesso sono rappresentative di alcuni aspetti del Capitale Intellettuale, ma più raramente ci si cimenta, per esempio, nella valutazione della motivazione del personale, della capacità di essere creativi o innovativi e dell’adeguatezza del proprio modello culturale. Non bisogna però credere che sia sempre necessario ricorrere a strumenti sofisticati o a costose indagini demoscopiche per misurare gli Intangibili; a volte è sufficiente estrarre dal sistema informativo aziendale dati di sintesi senza troppa fatica. Ecco che l’anzianità media dei clienti diventa un valido surrogato del loro grado di fedeltà, il numero medio di tipologie di prodotto acquistate dal cliente ci può dire qualcosa sulla capacità di cross-selling della forza vendita, il numero di curriculum vitae ricevuti può darci un idea circa il livello di attrattività dell’azienda sul mercato del lavoro. Non sempre le cose sono però sempre così semplici; il profilo culturale dell’azienda, il livello di competenza dei professionisti e la leadership dei manager, per esempio, rimangono comunque grandezze impegnative da misurare.

Gestire

Dopo aver individuato i propri asset intangibili e averli misurati attraverso opportuni indici e strumenti di misura arriva il momento di comunicarli all'interno e all'esterno dell'organizzazione. Lo strumento che ha questa finalità prendo il nome di Bilancio dell'Intangibile o di Bilancio del Capitale Intellettuale, in inglese si parla di Intellectual Capital Statement. A livello internazionale sono state emesse numerose linee guida tra le quali quelle emesse dal Ministry of Science Tecnology and Innovation della Danimarca che costituiscono un chiaro riferimento teorico nella fase di impostazione del documento, un utile aiuto nella fase di analisi degli intangibili e un valido sistema di riferimento nella fase di strutturazione e stesura della relazione. Di fatto il Bilancio del Capitale Intellettuale costituisce di fatto lo strumento contabile degli intangibles, in esso, infatti, viene presentato il patrimonio dei vari asset intangibili e soprattutto l’approccio strategico promosso dall’organizzazione per la loro crescita e potenziamento composto da varie sfide e perseguito attraverso numerose iniziative descritte tramite opportuni indicatori che ne hanno evidenziato il livello di efficienza e di efficacia. Sotto il profilo della cultura aziendale la redazione del Bialancio del Capitale Intellettualeo costituisce l’avvio di un importate percorso di crescita che vedrà aumentare la capacità di individuare e misurare i propri asset intanibili, di accrescerli attraverso un approccio di lungo termine e di usarli con maggiore efficacia per generare valore in linea al proprio modello di business e alla propria mission.